PIANO DEL RISCHIO ARBOREO
Gli alberi delle nostre città meritano cura. Le persone meritano sicurezza.
Un Piano del Rischio Arboreo è il documento che ogni Comune, ospedale o struttura pubblica dovrebbe avere: stabilisce quali alberi vanno monitorati, quali curati, quali rimossi, prima che accada qualcosa.
TUTELA LEGALE
Dimostra che il gestore ha agito con diligenza. Riduce drasticamente il rischio di condanna civile e penale.
SICUREZZA DELLE PERSONE
Identifica gli alberi a rischio prima che possano causare danni. Protegge cittadini, lavoratori, visitatori.
RISPARMIO NEL TEMPO
Pianificare le cure e le indagini costa meno che gestire emergenze. Un piano riduce i costi nel medio periodo.
VALORIZZAZIONE DEL VERDE
Gli alberi sono patrimonio. Un piano ne dimostra il valore economico, ambientale e sociale alla collettività.
PERCHE' FARLO
Non è solo una questione di sicurezza. È una questione di responsabilità.
Quando un albero cade e causa danni, la legge italiana — art. 2051 del Codice Civile — stabilisce che chi gestisce quel verde è responsabile, a meno che non dimostri di aver fatto tutto il possibile per prevenire l'incidente. Un Piano del Rischio Arboreo è esattamente quella dimostrazione.
Ma c'è di più. Un piano ben fatto non porta ad abbattere più alberi — al contrario, spesso ne salva molti che senza una valutazione corretta verrebbero rimossi per eccesso di precauzione.
Domande frequenti
Non esiste una norma specifica che lo imponga, ma la responsabilità del gestore esiste comunque per legge (art. 2051 c.c.). In assenza di un piano, in caso di incidente è molto difficile dimostrare di aver agito con la dovuta diligenza.
Quasi sempre il contrario. Una valutazione corretta distingue gli alberi davvero pericolosi da quelli che sembrano tali ma non lo sono. Spesso si salvano alberi che senza una valutazione verrebbero rimossi per eccesso di precauzione.
Il piano prevede una procedura specifica per la gestione degli eventi meteo straordinari: chi fa cosa, in quali tempi, con quali strumenti. Si attiva una valutazione speditiva immediata sugli alberi rimasti in piedi per identificare nuovi rischi prima di riaprire le aree.
Dipende dal livello di rischio di ogni albero. Quelli più critici vengono rivalutati ogni anno o meno. Quelli in buone condizioni anche ogni cinque anni. Il piano stesso stabilisce la frequenza per ogni esemplare.
Professionisti abilitati in ambito agronomico o forestale con specifica formazione nella valutazione di stabilità degli alberi. Il protocollo raccomanda una certificazione in ambito arboricolturale.
Assolutamente sì. Anzi, le strutture con alta frequentazione — ospedali, scuole, parchi giochi — sono quelle dove il piano è più urgente, perché il bersaglio potenziale è più vulnerabile e numeroso.
Contenuti
- Censimento del patrimonio arboreo e suo inserimento su supporto informatico e cartografico.
- Valutazione di Triage del Rischio per popolamenti secondo il Protocollo Aretè.
- Piano di Gestione del Rischio Arboreo eseguito nel rispetto della normativa ISO 31000 finalizzato a fornire il regolamento d’uso e le indicazioni di sicurezza per i fruitori
- Piano di Emergenza con indicazione delle procedure operative in caso di allerta
- Piano del Patrimonio Arboreo Comunale ricavato secondo il metodo AGEM con valutazione economico delle infrastrutture verdi e preparazione di una scheda informatizzata pronta per la verifica di convenienza di gestione
- Valutazione Ecologica ed Ecosistemica del Verde redatta con il metodo AGEM con la possibilità di verificare l'efficienza ecologica ed ecosistemica dell'infrastruttura verde
- Programma della Valutazione Integrata di Stabilità incluso di calcolo del budget economico e fogli di calcolo rapido
- Programma delle Cure Colturali ordinarie incluso di budget economico e fogli di calcolo rapido
- Norme tecniche di Gestione del Verde
- Assistenza al processo di Comunicazione e Consultazione dei portatori di interesse
- Regolamento del Verde Comunale
- Software Gestionale basato su QGIS